Il raggiungimento dell’Unità d’Italia
La mattina del 6 settembre giungevano i primi reparti garibaldini a Salerno, dove il popolo dimostrante mandava in frantumi la statua di Ferdinando II (…), mentre Garibaldi, che il 5 settembre era entrato trionfalmente a Sala, arrivava ad Auletta.
Con la Seconda Guerra d’Indipendenza era iniziata la definitiva costituzione dell’Italia, intorno a Camillo Benso di Cavour, a Vittorio Emanuele II, a Garibaldi, e, nonostante tutto, allo stesso Mazzini. Liberata la Lombardia e l’Italia centrale fervevano i preparativi per la spedizione di Garibaldi nel Mezzogiorno, che, infatti, nel maggio del 1860, partì da Genova, alla volta della Sicilia. Tra i Mille che accompagnarono Garibaldi nella sua impresa ben 9 furono i salernitani, Vincenzo Padula, i fratelli Michele e Raffaele Del Mastro, Antonio Santelmo, Filippo Patella, Ovidio Serino, Leonino Vinciprova, Giuseppe Maria Pessolani e Michele Magnoni.
L’arrivo di Garibaldi fu preceduto dalla grande insurrezione salernitana. I rivoltosi, partiti da tutte le zone del Cilento, del Vallo di Diano e del Tanagro, il 27 agosto del 1860 giunsero a Sala dove dichiararono decaduta la dinastia borbonica e proclamarono il governo provvisorio, guidato dal radicale Giovanni Matina. Il 2 settembre Garibaldi approdò a Sapri e dopo aver risalito il Vallo di Diano, la sera del 6 entrò a Salerno, aprendosi la strada per il suo trionfale arrivo a Napoli.
Il 21 ottobre del 1860 il salernitano e l’intero Mezzogiorno sancirono, attraverso il plebiscito che: Si, il popolo vuole l’Italia una ed indivisibile con Vittorio Emanuele Re costituzionale e suoi legittimi discendenti.