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PROVINCIA DI SALERNO
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Settore servizi tecnici Ufficio Patrimonio Beni Culturali
Riqualificazione artistica, architettonica ed ambientale del Sacrario dei Trecento nella Chiesa della SS. Annunziata in Padula.
La Provincia di Salerno, tramite l’Ufficio Patrimonio BB. CC. del Settore Servizi Tecnici, nel suo intento di valorizzare e promuovere i Beni Culturali del territorio provinciale e onorare la memoria della spedizione di Carlo Pisacane del 1857 con i suoi Trecento compagni, precursori del Risorgimento, ha attuato un progetto di riqualificazione del cosiddetto Sacrario dei Trecento in Padula e di sistemazione del cippo tombale di Carlo Pisacane in Sanza.
La chiesa della SS. Annunziata in Padula accoglie i resti mortali di una parte dei patrioti della spedizione di Pisacane, che caddero nel comune di Padula.
L'ossario, nella sua costruzione iniziale che risale agli anni Cinquanta del secolo scorso, era costituito da un semplice vano quadrangolare di ridotte dimensioni ricavato sotto il piano della chiesa a cui si accedeva mediante un corridoio con ingresso posto sotto il pianerottolo della scala di accesso al sagrato.
L'intento di conferire una maggiore dignità alla sepoltura delle salme dei caduti ha determinato la linea progettuale del nuovo invaso architettonico che le custodirà.
L'intervento consiste nella realizzazione di una sala sotterranea a pianta circolare di circa sei metri di diametro con un'altezza massima di circa quattro metri, coperta con una volta a sesto ribassato. nella quale troveranno adeguata sistemazione, in due teche semicircolari, i resti mortali dei caduti. La piccola cella in cui erano state murate precedentemente le ossa rimarrà come segno della memoria mentre il corridoio di accesso alla nuova cripta sarà scandito dall'incisione sulle pareti delle strofe della “Spigolatrice di Sapri” di Luigi Mercantini e dalla sequenza del motivo ricorrente della poesia “... eran trecento, eran giovani e forti e sono morti”.
La cripta si pone in relazione con la soprastante chiesa attraverso due rosoni/lucernari: il primo in corrispondenza del centro della nuova cripta ed il secondo in corrispondenza del primitivo ossario. La pavimentazione della chiesa è stata completamente sostituita con la posa in opera di una pavimentazione in cotto a mano con ricorrenze in pietra di Padula.
Il piazzale di ingresso al Sacrario, anche in considerazione del belvedere che si apre sulla sottostante Certosa e nell'ambito di un organico programma di riqualificazione urbana e dei siti storici in cui è impegnata la Provincia, sarà sistemato con la posa in opera di conci di pietra calcarea e con cordoli di pietra di Padula, lasciando inalterato l'attuale ingresso alla cripta; è prevista inoltre la posa in opera dell'antico portale in pietra che costituiva un accesso nell'antica murazione, riposizionato nel medesimo punto così da conferire maggiore enfasi e significato al sagrato stesso.
Sistemazione del cippo tombale di Carlo Pisacane in Sanza.
Nel comune di Sanza, ai margini della Statale n. 571 “Busentina”, in località Vallone del Diavolo, è situato il cippo tombale di Carlo Pisacane, nel luogo ove fu trucidato il celebre e valoroso patriota napoletano, sfuggito al precedente attacco nel quale erano rimasti uccisi o fatti prigionieri la maggior parte dei suoi compagni.
Il cippo, nella sua semplice ed essenziale geometria, è collocato in posizione periferica rispetto all'abitato ed anche a motivo di barriere metalliche ed altri elementi non congrui alla specificità del luogo veniva a trovarsi in uno spazio fisico senza alcuna denotazione, quasi una presenza senza significato.
L'intervento, perciò, ha realizzato una sistemazione ambientale che ha rigenerato lo spazio naturale ed antropizzato nelle immediate, vicinanze del cippo così da sottolineare le evidenze di particolare pregio paesistico: lo scorcio del vallone e del torrente, il ponte in pietra, la vegetazione, le rocce affioranti, i prati e la memoria in pietra del Pisacane.
L'ampliamento della zona circostante il cippo, la piantumazione di essenze floreali e la messa a dimora di alberature ed arbusti appartenenti a specie della macchia mediterranea: tipica vegetazione del posto ed una adeguata illuminazione segnalano il monumento e caratterizzano il luogo, restituendogli la sua importanza storica.
Architetto
Ruggero Bignardi